Disaronno

Vanta cinque secoli di storia, ma x sono le tappe più importanti. Il 1942, con l’arrivo dell’iconica bottigli a e l’aggiunta di un'etichetta elegante, il momento in cui la bottiglia abbandona il "cilindro" a favore di una forma quadrata, poi gli anni Sessanta con il primo grande boom di esportazione. Fino al 2001 quando fu presa la decisione di distinguerlo dagli altri liquori, permettendogli di diventare l’unico e autentico Disaronno. Fino ai giorni nostri quando nella storia di Disaronno entra a far parte anche il bere miscelato. L’inconfondibile gusto dolce-amaro del liquore ha fatto l’elemento chiave di ricette divenute grandi classici e la sua versatilità lo ha reso protagonista di nuovi stili di miscelazione.

 
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Focus on: Disaronno, la mixology e il Disaronno Sour

L’incontro tra Disaronno e il mondo del bere miscelato risale ai primi anni Sessanta.
Il primo cocktail a base di Disaronno ufficialmente censito in Italia è del 1962, con il nome di Spogliarello. La ricetta originale creata dal barman Armando Ragni, che miscelava rum giamaicano, Disaronno e liquore Aurum, vinse il 1 premio nel Concorso Nazionale AIBES (l’associazione barman italiana) nella categoria Fantasia. Ma il vero successo internazionale giunge con il Godfather che, assieme al Godmother e al French Connection, tutti e tre a base di Disaronno, forma la cosiddetta Trilogia Criminale, ispirata ai grandi boss della mafia italoamericana.  Nel 1972, infatti, il regista Francis Ford Coppola porta nelle sale la versione cinematografica del romanzo di Mario Puzo. Il film, vincitore di ben tre premi Oscar, ha un successo clamoroso, tanto che la figura del “Padrino” diviene subito un’icona.  Tra le storie che raccontano le origini del Godfather una in particolare narra che il drink fu creato proprio per Marlon Brando che, durante le riprese a New York, aveva preso l’abitudine di frequentare sempre lo stesso bar e di raccontare al bartender aneddoti sulla lavorazione del film. Questi, per rendere omaggio al “Padrino”, crea il cocktail miscelando due ingredienti simbolo del bere americano e italiano: whisky e Disaronno Originale. Alla versione con whisky, si affianca poi il twist più gentile con la vodka, il Godmother, e con il cognac, il French Connection, tutti e tre entrati nella lista dei classici IBA (International Bartender Association). Disaronno e il grande cinema. Storie destinate a incontrarsi. Ed ecco il protagonista delle drink List dei migliori cocktail bar: Disaronno Sour la cui ricetta, a prima vista molto semplice, composta soltanto da tre ingredienti: base alcolica, succo fresco di limone (lime o altri agrumi) e zucchero. Una combinazione di note dolci, aspre e forti. In realtà è proprio in questo cocktail che un bartender rivela la propria abilità: il segreto è nel perfetto bilanciamento degli ingredienti, nella capacità di trovare il giusto equilibrio. Un leggero eccesso del succo di limone, una minima sbavatura nel dosaggio della base alcolica possono compromettere il risultato finale. Nel Disaronno Sour le intense note vegetali di mandorla amara sono perfettamente bilanciate dall’acidità e dalla freschezza dell’agrume, resa morbida e rotonda dal tocco finale della vaniglia. Il successo di un twist amato in tutto il mondo e nato da un classico della mixologia.